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lunedì 25 aprile 2011

Calamandrei: la Costituzione oggi, nata dalla Resistenza

Fra le tante distruzioni di cui il passaggio della pestilenza fascista è responsabile, si dovrà annoverare anche quella, non riparabile in pochi anni, del senso della legalità. Per vent'anni il fascismo ha educato i cittadini proprio a disprezzare le leggi, a far di tutto per frodarle e per irriderle nell'ombra.

Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta.
 
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.

La Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico. La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare.

La libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.


domenica 5 dicembre 2010

Iniziamo da qui

Il comitato riunisce cittadini abbiatensi di provenienza e orientamento politico culturale differente, uniti da alcuni elementi vincolanti:
• La fedeltà alla Costituzione repubblicana.
• La difesa, in ogni settore amministrativo, dei beni e degli interessi pubblici, nel riconoscimento dell'iniziativa privata se compatibile con essi.
• La laicità dello Stato.
• La parità di diritti e opportunità tra  donne e uomini.
• La difesa della natura e del paesaggio, considerati parte dell'identità locale e bene comune dei cittadini, non mera risorsa economica.
• Il radicamento nella storia e nella cultura locale, la difesa della memoria e dell'identità collettiva rifiutando, nel contempo, le chiusure localistiche e l'esclusione dei nuovi cittadini.
• Una concezione partecipata del governo della città che veda l'apporto di tutte le cittadine e i cittadini, compreso chi non possiede il diritto di voto.
• La ricerca del difficile equilibrio tra libertà e eguaglianza e tra diritti e doveri.
• Considerare la condizione dei più deboli come ciò che segnala lo stato di salute della società.
• Il riconoscersi, per i motivi sopra esposti, alternativi alla destra oggi al governo della città e del Paese.