“Col
sorriso sulle labbra” i seguaci di Finiguerra reagiscono a critiche a
nostro avviso legittime e circostanziate fatte da Emilio Florio in un
incontro di presentazione delle proposte del Leone Rosso, affermando che
al di fuori della loro cerchia (dove, ben inteso, tutti partecipano,
svelando “i logori meccanismi amministrativi” che accomunano tutti, ma
proprio tutti quelli che non la pensano come loro) esistono solo cupe e
algide figure di politicanti che stanno pensando unicamente ai “partiti
da accontentare, distribuendo cariche e posti di potere in parti
uguali”, che dicono (e sottoscrivono) di non volere l’inceneritore
mentendo, che organizzano incontri ma impediscono alla gente di prendere
la parola per paura di essere messi in crisi...Cosa ha detto Florio?
Che Finiguerra è “sceso in campo”, cioè che ha presentato la sua
biografia come programma politico, che la democrazia diretta, che è una
buona cosa, senza regole chiare rischia di sfociare in nuove forme di
leaderismo, che Abbiategrasso non potrà rilanciarsi soltanto con la
green economy, che giocare sull’antipolitica (le mitiche auto blu del
comune) alla fine produce disillusione e passività...Magari sono tutte
sciocchezze, ma non ha mai detto che Finiguerra è un guru o un messia.
Lo ha solo criticato, ha idee diverse da lui. E’ un delitto? Si può
rispondere nel merito invece di fare processi alle intenzioni? Magari
già che si trova, Finiguerra potrebbe davvero rispondere alla domanda:
perché non ha neanche cercato un discorso con chi, oggi nella
coalizione, ha da sempre fatto battaglie come quella contro
l’inceneritore e la strada della Malpensa e a favore di una concreta
politica di integrazione degli stranieri? Ma immaginiamo che i seguaci
di Finiguerra stiano già scuotendo la testa: Florio, ex Rifondazione,
oggi è un “neocentrista” (?) meglio non contaminarsi...
Comitato Civico Leone Rosso "Per Abbiategrasso"
venerdì 18 novembre 2011
venerdì 28 ottobre 2011
UE
Dopo il vertice dei 27 Capi di Stato dell’UE, ci si sta
chiedendo se sia accettabile che, in un consesso ufficiale, dei capi di governo
abbiano messo in ridicolo Berlusconi. Noi Italiani non dovremmo meravigliarci
più di tanto, perché ne abbiamo viste tante, troppe.
L’Europa ce l’ha detto in tutti i modi, anche con una
lettera, che vista la grave situazione, urgeva approntare misure efficaci per
ridurre il debito e far ripartire la crescita. Qual è stato l’esito? La stesura
definitiva, a fine estate, di un pacchetto di provvedimenti più volte rivisti e
cambiati, ridotti man mano di efficacia, in cui non c’era nulla per lo
sviluppo. A questo punto c’è ancora qualcuno che si indigna o si meraviglia?
Costoro avrebbero dovuto indignarsi e meravigliarsi molto di più il 14
ottobre,assistendo alle scene giubilanti dei membri del governo che, usciti dai
banchi, applaudivano festanti, un Berlusconi gongolante, per la fiducia
ottenuta e lo scampato pericolo dopo la sonora bocciatura del bilancio dello
Stato, due giorni prima. Ma per quale vittoria esultavano? Non certo quella
dell’Italia che anzi ne usciva umiliata e offesa.
Questo governo che ha fatto dell’apparire il suo emblema e
manifesto, che negli ultimi tre anni ha consentito che il debito pubblico
aumentasse di più di dieci punti e che non
ha fatto le riforme che l’Europa attendeva, è arrivato alla resa dei conti.
Dispiace che l’Italia, un grande paese, sia così deriso, ma soprattutto che noi
cittadini paghiamo il prezzo più alto dell’inettitudine di un governo i cui
membri, in diverse circostanze, hanno dimostrato di agire solamente nel proprio
esclusivo interesse.
Maria Grazia Perna
venerdì 14 ottobre 2011
Primarie ad Abbiategrasso
Si sta polemizzando e
speculando sulle linee guida redatte dalla Coalizione per l’alternativa che
devono essere sottoscritte dai candidati alle
Primarie
Ci sembra interessante
riportare un significato che viene dato al termine “linee
guida”:
sono una base di partenza per l'impostazione di
comportamenti e modi di operare condivisi in organizzazioni di ogni genere (sia
private, sia pubbliche) nel campo sociale, politico, economico, aziendale,
medico e così via. Prevalentemente non si tratta di procedure obbligatorie (in
questo caso si parla di protocollo, codice o procedura.
Quindi non vi è
nessuna blindatura. Saranno i candidati alle Primarie che potranno e dovranno
integrarle ed arricchirle secondo le loro diverse sensibilità politiche e
sociali, in seguito anche al confronto che vorranno fare con la
cittadinanza.
Buon lavoro ai
candidati ed il 27 novembre, per la prima
volta nella storia di Abbiategrasso, i cittadini che lo desiderano
avranno la possibilità di scegliere un loro candidato sindaco da contrapporre al
centro-destra.
Non ci sembra proprio
una banalità, anzi, è il primo atto politico concreto, al di là delle molte
parole dette e scritte, in previsione delle elezioni comunali del 2012. Un
cambiamento reale a cui si può partecipare.
Un “fatto” di
partecipazione. Attiva e decisionale.
mercoledì 5 ottobre 2011
Federalismo? No, strozzamento fiscale
Dopo
l’approvazione del cosiddetto “federalismo fiscale” la Lega Nord durante un
convegno sull’agricoltura svolto quest’anno ad Abbiategrasso sosteneva che il
beneficio per il nostro Comune sarebbe stato di € 9.400.000. Chi sosteneva che
la cifra era esagerata e fuori da ogni realtà si prese dell’ignorante. In
questi giorni di variazioni di bilancio comunali, l’assessore leghista della
giunta Albetti ha tranquillamente sostenuto che si sapeva che i 9.400.000 euro
non sarebbero mai arrivati. Ormai la politica della Lega Nord è allo scoperto,
le favole si possono raccontare anche spesso e per lungo tempo, ma arriva
sempre il momento della verità ed oggi si capisce in che baratro ha portato
l’alleanza con Berlusconi. I numeri parlano chiaro e sono indiscutibili: invece
di 9.400.000 euro in più, il Comune di Abbiategrasso ha avuto circa 970.000
euro in meno !! E per il 2012 di sicuro vi sarà un ulteriore taglio di
1.225.000 euro già stabilito dalla finanziaria 2010 a cui si sommeranno i
provvedimenti non ancora quantificabili della manovra governativa del 2011.
Incerte risultano le entrate comunali che riguardano l’IMU (imposta municipale
unica), la cosiddetta Robin Tax riguardante le società energetiche e la
possibilità di agire sull’evasione fiscale, ma viene data la possibilità di
aumentare l’IRPEF comunale sino allo 0,8%. Quindi, nel concreto, il federalismo
sbandierato si riduce a tagli alle autonomie locali ed aumento delle tasse.
Infatti ora si torna a sbandierare la secessione....un cane che si morde la
coda...che non sa più cosa fare per tenere buona la base leghista esasperata
dai proclami mai realizzati, mentre Berlusconi accarezza la testa di Bossi. Un
esempio calzante della politica federalista della Lega Nord: la soppressione
dei consiglieri comunali e degli assessori dei Comuni fino a 1.000 abitanti
(circa 2.000 comuni) porta ad un risparmio uguale al taglio di 27 deputati!! Ma
di tagliare il numero dei parlamentari e diminuirne gli stipendi e togliere i
privilegi vergognosi non se ne parla neanche, anche quelli delle Regioni. Ormai
la Lega Nord è asservita al potere, fa parte tranquillamente della casta e non
se ne vergogna neanche. Continua a dire tutto ed il suo contrario, effetti
scenici solo ai fini della propaganda, senza nessuna onestà intellettuale,
ormai senza alcuna dignità. Ed intanto arriva dai vertici della Lega una
circolare “Ceausescu” ai suoi amministratori locali: divieto assoluto di
lasciare dichiarazioni che riguardano la politica nazionale. Il distacco tra il
partito ed i veri problemi della gente è ormai abissale e la paura del tracollo
è palpabile. Ci si può comportare da soldatini fedeli al capo per molto tempo,
ma quando c’è da guardare negli occhi i propri concittadini in difficoltà, chi
ha almeno un minimo di coscienza dovrebbe ribellarsi.
martedì 4 ottobre 2011
Il 14 dicembre 2010 ....
Il 14
dicembre 2010 qualsiasi altro governo presieduto da qualsivoglia
premier sarebbe stato sfiduciato. Ma il premier in questione è
Berlusconi, il conflitto d’interesse in persona, che tutto può
comprare e quindi controlla. Da quel momento stiamo assistendo
all’agonia lenta e dolorosa di un paese sotto scacco. Le
intercettazioni messe sotto accusa in questi giorni fanno
rispolverare al governo la legge bavaglio, con la motivazione che
la loro pubblicazione lederebbe la privacy di Berlusconi
(sostanzialmente) e di chi si dovesse trovare in simili situazioni.
Le intercettazioni pubblicate in questi anni , hanno, invece, messo
in luce che la politica di Berlusconi si regge su un sistema di
potere corrotto che agisce a 360 gradi e che il suo uso è
assolutamente privato.
A Berlusconi
non piacciono i giornalisti che raccontano i fatti nudi e crudi senza
mistificazioni alias: Santoro, Dandini)? Ordina alla Rai di chiudere
i loro programmi. La Rai, servizio pubblico, esegue, introducendo,
personaggi al servizio di B., da noi lautamente pagati.
L’informazione non è tutta al servizio di B. e/o passa attraverso
gli incontrollabili social network? Ecco, con la legge bavaglio,
norme ad hoc che limitano fortemente tali canali.
In questa
fase mi aspetterei che l’opposizione unita si faccia portavoce
degli elettori che rappresenta, indicendo, al più presto,
manifestazioni e presidi permanenti che a questo punto assumono
vitale importanza.
Le
dimissioni del sindaco di Parma dovrebbero insegnare all’Italia
intera che le proteste, se insistenti, non sono inutili. La protesta
civile dovrebbe essere massiccia, essere percepita come fiato sul
collo da questo governo corrotto, che seppur agonizzante e non
rappresentativo della maggioranza degli italiani, continua ad agire,
con arroganza, nei modi a cui stiamo assistendo (d’altronde noi
italiani gliele facciamo passare tutte!).
Al più
presto l’opposizione dovrebbe presentare il suo programma in vista
di non lontane elezioni.
Un programma
politico che, per essere credibile e realmente alternativo, deve
agire sulla corruzione interna e mettere al primo posto la
risoluzione del conflitto d’interesse. Tale
conflitto ha rappresentato il mezzo
attraverso il quale Berlusconi, in questi lunghi anni, ha costruito
il suo consenso che gli ha permesso, attraverso il governo della
“Cosa Pubblica”, di sistemare i suoi enormi interessi, quindi
privati. La risoluzione di tale anomalia tutta italiana permetterà
di edificare le fondamenta di una democrazia ridotta, ormai, allo
sfascio.
Maria Grazia
Perna
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